19 novembre 2008

Non sei parente di un politico? Mi dispiace per te!

sicilia 1.JPGNon sei parente di un politico? Mi dispiace per te!


La Sicilia è una regione di stupidi? Forse sono i politici che fanno gli stupidi, cercando di ritenere stupido chi stupido non è.


Parentopoli si allarga a macchia d'olio, sempre che a qualcuno non venga in mente di bloccare tutto, continuando l'orgia di parenti che riempiono le cariche, tagliando realmente chi merita. Se hai una Fiat Punto non potrai avere mai "cariche", se hai invece una Maserati sei un eccezionale figo da assicurarsi cariche, anche se poi non comprendi un cazzo.


L'opposizione se ne sta sempre e solo a guardare e a lamentarsi timidamente. Mentre i Lupin che comandano mangiano sempre tutto, camuffandosi da santi. Vestiti continuamente in giacca e cravatta. E ti fanno credere "politicamente corretto". Loro, i benpensanti.


Circa il 70 percento dei siciliani ha trovato il posto grazie a parenti, conoscenti o "potenti". Al diavolo le agenzie interinali, gli uffici di collocamento. Qui ciò che conta è la raccomandazione, felicemente obbligati a bussare alla porta dell'Ufficio spinte e bustarelle. Corruzione e clientelismo vanno a braccetto, visto che spesso è necessario "pagare" il potente di turno per poter accedere ad un impiego pubblico. Trovare lavoro è difficilissimo perché devi essere segnalato, conosciuto, sponsorizzato, figuriamoci fare carriera. Chi ha una rete di rapporti sociali proficui va avanti, chi no resta indietro anche se ha maggiori capacità e doti.

sicilia 2.JPGI cervelli non riescono a emergere in un Paese come il nostro, quindi chi può emigra in Paesi in cui la meritocrazia è un termine conosciuto e non umiliato. Negli Stati Uniti, Obama e McCain, sono stati nel mirino della stampa perchè accusati di essersene fregati di parenti in disfacimento, totalmente rovinati economicamente. Il neo Presidente ha un fratello (mamme diverse) che vive in una baracca, alla periferia di Nairobi. Non è un bel posto, e nemmeno una bella posizione. Il caso del repubblicano è meno significativo, perché in quel caso si tratta addirittura della sorella di sua moglie. E la situazione economica era tutt'altro che misera. Però, si chiedevano i media americani, si può eleggere Presidente (cui si affiderà la sorte del Paese) una persona capace di abbandonare i propri cari (tanto per dire) al loro destino?


Fa tanto sorridere se letto con gli occhi di un siciliano. Da noi, non solo non si abbandonano i familiari più stretti, ma si sistemano interi stirpi. E a nutrire tali sentimenti di casa non sono solo i politici, mettendo tutto in conto alla nostra collettività, ma intere categorie professionali: professori universitari, medici, notai e via dicendo. Se un parente, o un amico, si trova in difficoltà e lo si soccorre di tasca propria, si fa cosa giusta. Ma se si interpreta la propria posizione di potere (pubblico o privato) quale strumento per sistemare tutti, allora si fa cosa sbagliata e si fa regredire tutti al medioevo.


Gli americani si interrogano su che tipo di persone eleggere, noi faremmo bene a chiederci quanto caspita ci costa un modello/sistema in cui tutti sperano di approfittare, salvo parlare male di quelli che ci sono riusciti. Gli americani possono chiedersi fino a che punto è doveroso aiutare un fratello, noi già "manteniamo" i cugini, umiliando il merito, impoverendoci tutti.


La Sicilia, un Paese di raccomandati. enzo.marsala@alice.it

Enzo Amato

10 novembre 2008

Brutto, vecchio, pelato e scimunito

berlusconi_bush.jpgLa farsa del nostro Berlusconi può essere spiegata con due parole: incapacità e sfrontatezza. Incapacità, perché è davvero molto difficile spiegare a lui che dare dell' "abbronzato'' ad un mulatto è un'offesa. Così come lo è chiamare ''finocchio'' un gay. O chiamare ''giudeo'' un ebreo. Il nostro Presidente del Consiglio è cresciuto in una nazione nella quale la correttezza politica, l'educazione e il rispetto per il diverso sono pressoché inesistenti.

Il Berlusca è abituato a esprimersi in modi merdosi e, a forza di maneggiare merda con le parole, non ne sente proprio più l'odore. Si è assuefatto. E quando giornalisti di mezzo mondo cercano di spiegargli il senso della sua infelice affermazione, lui non trova di meglio che dare degli imbecilli a tutti. Compresi i giornalisti statunitensi.

Sembra però che "Silvio Terzo" abbia già detto che si trattava di una semplicissima battuta: "...Sarò mica mongoloide...".

Ed ha avuto una telefonata direttamente con Obama, circa 20 minuti di colloquio, in un clima sereno e di grande cordialità. Berlusconi e Obama hanno affrontano di petto i principali temi mondiali. Il premier italiano è rimasto decisamente contento per la conversazione col neo presidente statunitense, traendone ottima impressione. Riservandosi però di constatarne di persona l'abbronzatura naturale. La conversazione è iniziata con l'ausilio degli interpreti, ma in diversi passaggi i due leader hanno parlato senza mediazioni, in inglese. Il che spiega la soddisfazione di Berlusconi che, non parlando una parola d'inglese, non capiva un'acca di quel che gli diceva Obama, il quale a sua volta non capiva una mazza di quanto tentava di dirgli Berlusconi a proposito dell'abbronzatura della sua signora e delle figlie.

I due presidenti sono riusciti a contattarsi solo di sera a causa dei reciproci impegni. L'americano infatti stava parlando con i 75 capi dei governi che contano, l'italiano stava mandando affanculo chi l'aveva criticato. La telefonata si è conclusa con i complimenti di Berlusconi a Obama per l'elezione. E soprattutto perché, malgrado sia negro, pare addirittura dotato di cervello.

Ieri invece l'incontro Bush/Obama. Ho avuto in esclusiva il testo della conversazione, argomento l'Italia:

Obama: "Scusa George ma forse tu sai chi è quel clown/piccoletto/liftato, con l'abbronzatura da lampada, che mi hanno riferito và dicendo di volermi dare consigli? Forse è un italo-americano? Belloscone, o qualcosa di simile, si chiama".
Bush: "Quello è Berlloscori, un povero rincoglionito italiano, arricchitosi con la politica degli amici. E' un rompiballe impressionante, tienilo lontano il più possibile. Si crede bravo e simpatico, racconta sempre barzellette vecchie e stupide. Tocca il culo a tutte e spara cazzate a raffica che mettono in crisi la diplomazia internazionale. Sai come sono stupidi questi italiani: pizza, mandolino, maccheroni e football. E così l'hanno fatto Presidente.
Io non l'ho mandato a cagare subito perchè è l'unico talmente cretino da fare tutto quello che dico, ma è servile da vomito. Per fortuna non sono più presidente e almeno lui me lo sono tolto dalle palle. Caro Barak non ti invidio proprio, ora sono mazzi tuoi!" enzo.marsala@alice.it
 
Enzo Amato

07 novembre 2008

L'immagine peggiore

di CURZIO MALTESE

berlusconi.jpgI bookmakers in questi casi non accettano scommesse. Da mesi, in previsione dell'evento storico dell'altra notte, si aspettava la prima gaffe di Silvio Berlusconi sul colore della pelle del nuovo presidente americano. Il Cavaliere non delude mai le peggiori aspettative e la battuta è arrivata. L'unica sorpresa è la tempistica. Ad appena ventiquattr'ore dall'elezione il premier se n'è uscito con la storia di Obama "abbronzato". Non è la solita cafonata alla quale ci ha abituato e ci siamo ormai rassegnati da lustri. È una definizione grondante di razzismo. Il peggior razzismo, quello semi inconsapevole e quindi assai autoindulgente che dilaga in Italia, fra la preoccupazione del resto del mondo. Una malattia sociale che un governo responsabile dovrebbe combattere, invece di sguazzarci con gusto. Scontata la gaffe, ovvia la reazione. In simili frangenti Berlusconi adotta due reazioni standard. La prima: non l'ho mai detto. È la più assurda, ma paradossalmente efficace (in Italia).

Come fai a discutere con uno che nega se stesso? La seconda è: l'ho detto ma non avete capito. Stavolta ha usato questa. "Abbronzato era un complimento, una carineria" ha spiegato ai soliti cronisti bolscevichi. "E se non lo capite, allora andate a fare...". Sommando così carineria a carineria. S'intende che "andare a fare" è detto con affetto. Con eguale affetto i giornalisti potrebbero ricambiare l'invito, ma probabilmente le giustificazioni valgono solo dall'alto verso il basso. Non stiamo a farla lunga. Non si tratta solo di vergogna. Chi ne ha ancora la forza? È piuttosto la disperazione di essere ogni volta precipitati in questo indegno pollaio. Gli elettori americani in un giorno hanno cambiato la storia del mondo. L'avvento del figlio di un africano alla Casa Bianca sta spingendo miliardi di persone, pur nel mezzo di una crisi spaventosa, a interrogarsi sui valori profondi della democrazia, la più straordinaria conquista dell'umanità, in fondo a un cammino secolare di sangue e intolleranza. E il contributo dell'Italia berlusconiana a questo grandioso dibattito qual è? Questa miserabile trovata, volgare e razzista, senza neppure il coraggio dell'assunzione di responsabilità o la dignità di porgere le scuse.

Non bastava la sortita a caldo del ministro Gasparri, il quale, confondendo le proprie ossessioni di ex fanatico fascista con la competenza Obama.jpginternazionale, aveva commentato "sarà contento Bin Laden". Ci voleva pure lo strazio supplementare della "battuta" di Berlusconi, che ha ormai girato il mondo, con danno enorme per il Paese. In pochi minuti infatti la rete ha deluso la speranza residua, che non lo prendessero sul serio, come altre volte. Come siamo abituati a fare qui, rassegnati a non scandalizzarci per lo scandalo, a non chiamare fascismo il fascismo, razzismo il razzismo. C'era stata la rincorsa provinciale ad appropriarsi di Obama. Tutti si proclamano o cercano l'Obama italiano, a destra e a sinistra. Quando in Italia un Barack Obama non avrebbe neppure il diritto di voto. I figli d'immigrati, 440 mila fra nati e cresciuti qui, non sono considerati cittadini italiani, per via del medievale ius sanguinis. Lo ricordiamo nell'ipotesi, piuttosto remota, in cui fra le centinaia di obamisti dell'ultima ora si trovasse un politico serio. Ecco l'occasione per proporre finalmente una legge civile in materia d'immigrazione. A cominciare dal presidente del Consiglio, i cui molti cantori hanno illustrato nei giorni scorsi alle masse ammirate le straordinarie analogie fra Berlusconi e Obama. Come non scorgere, del resto, l'assoluta comunanza delle due parabole. Il figlio di un pastore kenyano che arriva alla Casa Bianca a soli 47 anni e promette di cambiare il mondo. E l'uomo più ricco d'Italia che a 72 anni, con il solo aiuto del novanta per cento dei media da lui controllati, torna a Palazzo Chigi, dopo aver cambiato i capelli.

È naturale che Berlusconi abbia adottato Obama, ripromettendosi di dargli presto "buoni consigli". Incrociamo le dita perché non avvenga, nell'interesse stesso del premier. Non si sa come la Casa Bianca potrebbe reagire a una frase del tipo: "Vieni, abbronzato, che ti spiego come non farsi processare". Che fare? Vergognarsi per loro, ridere, piangere. Fingiamo pure che tutto sia normale. Però quanto stringe il cuore ascoltare il nobile discorso dello sconfitto McCain: "Il popolo ha scelto. Ho avuto l'onore di salutare il nuovo presidente degli Stati Uniti. È una giornata storica". Non si potrebbe avere un giorno un conservatore come questo a capo della destra italiana, anche di seconda mano?

Curzio Maltese

(7 novembre 2008) da http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/italia-obama/immagine-peggiore/immagine-peggiore.html

05 novembre 2008

Tronisti e troiane

tronisti.jpgNon sono uno di quelli che dicono cose banalmente scontate e conformiste sulla televisione di oggi, come: "io la tv non la guardo mai" o cose del genere. A me la televisione di oggi, però, fa veramente schifo. Non la guardo veramente quasi mai, e se succede di farlo, mi rendo conto di quanto sia caduta in basso. L'auditel non ha morale ma solo sete di ascolti. Quello che è tragico è che l'Italia in questo momento, con la crisi spaventosa sociale ed economica che viviamo, vive ipnotizzata in queste pagliacciate di reality show, e porcherie simili, passando tra giochi dei pacchi, i tronisti e le troiane, le lacrime di "C'è posta per te".
E ancora sceneggiati con: carabinieri, vigili urbani, vigili del fuoco, finanzieri, poliziotti... E poi a seguire: medici, pronto soccorso, ambulanze, cliniche, ospedali. Gli immancabili detective, investigatori, commissari, tenenti, brigadieri, preti. Non ne posso più! Per non parlare, appunto, dei reality: la Talpa, l'Isola, il Grande fratello. Cose da pazzi: accendo la tv e mi devo vedere a loro che parlano, mangiano, gridano, sputano, pisciano e cagano. Articolando parole e pensieri scombussolati, in una lingua che assomiglia lontanamente a un italiano corretto. Ma a chi interessano questi programmi? Ma chi li vuole vedere? Chi li conosce a questi "pseudo vip" che non sanno fare niente ma che continuano ad avere spazio immenso nella programmazione televisiva giornaliera?

La televisione mi delude da moltissimo tempo. Le trasmissioni di intrattenimento non li guardo, non mi piacciono proprio come format perchè fanno venire il nervoso e il vomito. Anche quelle rare volte che qualcuno è riuscito a interessarmi mi ha sempre, in fin dei conti, fatto questo effetto.

Perché la tv è veramente deficiente? Perché tutti si lamentano che in televisione non si vede nulla di interessante, di un livello culturale accettabile, che i temi vengono trattati con superficialità, e via dicendo?

Dicono che questa tv, essendo regolata dalle leggi degli ascolti, è quella che piace di più, quella che noi vogliamo vedere, anche se non ne siamo coscienti o non vogliamo ammetterlo. Quindi l'accusa di stupidità è ribaltata sul pubblico: è colpa nostra, del nostro basso livello culturale se vengono trasmessi solo programmi demenziali. E' colpa del nostro disinteresse per la verità dei fatti se le uniche notizie prese in considerazione sono quelle da "scoop" o dalla "cronaca rosa", quelle affiancate da immagini toccanti, quelle che ci fanno scandalizzare, che ci fanno sentire un po' in colpa senza però toccarci direttamente.

I telegiornali e i programmi di informazione non esistono più: se non ci sono madri che ammazzano i figli o figli che ammazzano le madri, ci mostrano la gente che prende il sole, i ristoranti di lusso, le nuove auto, le moto, le barche. Perché non si parla di arte, di storia, di fisica? Perché non ci sono quiz "veri"? Perché la cultura, in qualunque sua forma, è bandita dalla nostra televisione? Semplice: la cultura è contro la televisione.

La televisione deve vendere. La televisione ha un enorme potere di diffusione di pensieri, di convinzioni, di stili di vita. A partire dalla bevanda che si beve, per arrivare alle opinioni tronisti..jpgsulla necessità di una guerra... Tutto viene consacrato dal mezzo televisivo, tutto servito come realtà. Quello che si vede in tv è la realtà, il resto non esiste. Questo è oggi la televisione! Come può convivere con la cultura? Come può accettare che persone dotate di senso critico facciano parte del pubblico? E' fastidioso e nocivo.
La televisione non deve piacere a tutti, deve selezionare il proprio pubblico, deve raccogliere i più plagiabili, tutti quelli che non hanno opinioni troppo forti, tutti quelli che sono disposti a credere che un prodotto è buono senza averlo mai usato/assaggiato.

Quelli come me (e come voi), che si fanno domande, che usano la logica, che vorrebbero saperne di più, devono essere allontanati a suon di trasmissioni stupide, di pubblicità demenziali, di discussioni urlate e così via. La televisione deficiente è un dato di fatto e la parola d'ordine è generalizzare per non scontentare nessuno: divertiamoli, intratteniamoli, ma non li facciamo pensare. enzo.marsala@alice.it
Enzo Amato

31 ottobre 2008

Forza Obama!

Io, ti sono vicino...

enzo e obama.jpg

28 ottobre 2008

Se desideri rimanere, te ne devi andare!

E' bello sapere che ciò che racconti, in una piccola rubrica di un giornale di una città del profondo sud, possa essere letto da migliaia di persone che vivono lontano dalla propria terra natale.
La visione della vita, di una persona che ha deciso di lasciare la propria terra per lavoro o bisogno, è certamente molto diversa da chi la situazione la vive "live". Mi ha colpito un amico lettore, Giovanni, che mi ha scritto dalla "Padania":

emigrante.jpg"Caro Enzo, finalmente trovo il tempo per scriverti. 'Se desideri rimanere, te ne devi andare', questa espressione mi torna molto spesso in testa, adesso che da 21 anni manco dalla mia Marsala. Era il settembre del '67 quando mi arrivò la telefonata di una scuola che mi comunicava che c'era un incarico temporaneo per me, una supplenza medio-lunga. Feci le valige e nel giro di alcune ore mi trovai dentro un treno che mi portava in Lombardia. Era una classica giornata di sole splendente, l'estate ancora non voleva finire. Man mano che il treno mi trasportava fuori dalla mia amata isola, pensavo che quello sarebbe stato un viaggio breve, un allontanamento di qualche mese al massimo, un distacco temporaneo. Ma non fu esattamente così. Lasciavo alle spalle una città bellissima, anche se sempre ricca di problemi. Quando adesso (raramente) torno a Marsala, ho l'illusione di "ricominciare" da dove avevo lasciato. L'allucinazione di un esiliato.
Le persone, le cose, le abitudini che abbiamo amato, sono profondamente cambiate. Malinconica la cognizione di non poter vivere il presente attorcigliandolo con il passato. Cosa è perdurato  della mia sicilianità? La cadenza dialettale marsalese, una certa malinconia e un delicato scetticismo. Sono partito col primo treno, quasi come un passeggero non autorizzato. A salutarmi fu solamente il capostazione. Reggevo con me gli ultimi rimasugli di passione civile. Ora vivo in una casa lucente, con gli alberi che mi spiano dentro la stanza.
Qui leggo della mia città Marsala; qui sento la nostalgia di un passato troppo lontano; qui mi rimprovero il fatto che dovevo rimanere a soffrire con la mia gente; qui mi viene la forzata rabbia di gridare che la mia terra è stata sbranata da lupi cattivi, da lestofanti travestiti da politici affaristi e malavitosi; qui mi cullo di sogni privi di sgomento.
Caro Enzo, noi non ci conosciamo, ma io riesco a capire i tuoi scritti meglio di un tuo cittadino che vive nella tua stessa città. A Marsala si è consapevoli che si vive in uno spazio stretto e senza futuro. A Milano si è consapevoli che si vive in uno spazio grande e senza futuro, e il passato si ricorda con gioia, il mio passato".

Capisco bene cosa sente il nostro amico Giovanni. Sono sentimenti che prova chi va via dalla propria terra a malincuore. Lui riesce però ad immaginare anche quello che stiamo vivendo noi in questo periodo di crisi profonda. Questa lettera la considero una bella poesia dedicata alla propria città d'origine. Lo smarrimento del distacco sta tutto nell'immagine di quel capostazione. Alcuni dicono che certi eventi dolorosi sono forse necessari, sarà.
Marsala, comunque, è per Giovanni un dolce riparo dove può sempre tornare. Anche se ci sono posti difficili da lasciare, ma in cui è ancora più difficile tornare. La malinconia di chi sente di aver subìto e non fatto una scelta. Difficilmente si ritrova però quello che si lascia: si lasciano amicizie, sapori, profumi, gli anni della speranza e delle illusioni. Tutto questo si stenta a ritrovare ad ogni ritorno. Il resto probabilmente non è neppure tanto cambiato, ma si vede tutto con altri occhi.
E questo lo dico perchè Giovanni non è la sola persona che mi racconta Marsala dal Nord Italia, e tutti i pensieri di questi emigrati hanno lo stesso filo conduttore.
Enzo Amato

24 ottobre 2008

70 belle canzoni - Autunno 2008

http://it.youtube.com/watch?v=8P8N5Ab1y-w

Scegli le tue 5 preferite, tra un mese esatto faremo la classifica delle canzoni più votate:

01  Giusy Ferreri - Novembre

02  Malika Ayane - Feeling better

03  Zucchero - Una carezza

04  John Legend ft Andre 3000 – Greenlight

05  Negrita - Che rumore fa la felicità

06  Zach Ashton - Sugar and spice

07  Tiziano Ferro - Alla mia età

08  Christina Aguilera - Keeps gettin' better

09  Cesare Cremonini - Le sei e ventisei

10  Kate Perry - I kissed a girl

11  Battiato e Consoli - Tutto l'universo obbedisce all'amore

12  Coldplay - Viva la vida

13  Laura Pausini - Invece no

14  Anastacia - I can feel you

15  Raf – Ossigeno

16  Dido - Don't believe in love

17  Vanoni e Ramazzotti - Solo un volo

18  Daniel Powter - Next plane home

19  Vasco Rossi - E adesso tocca a me

20  Duffy - Warwick avenue

21  Mango e Battiato - La stagione dell'amore

22  Ava Leigh - Mad about the boy

23  Gianluca Grignani e L'Aura - Vuoi vedere che ti amo

24  James Morrison - You make it real

25  Biagio Antonacci - Il cielo ha una porta sola

26  Jamie Scott - When will I see your face again

27  Gigi D'Alessio – Superamore

28  Leona Lewis - Forgive me

29  Jovanotti - Come musica

30  Jason Mraz - I'm yours

31  Negramaro - Un passo indietro

32  Kid Rock - All summer long

33  Fiorella Mannoia - Io posso dire la mia sugli uomini

34  Madonna - Miles away

35  Ligabue - Il mio pensiero

36  James Blunt - Love love love

37  Giorgia - Per fare a meno di te

38  Oasis - I'm outta time

39  Max Pezzali – Ritornerò

40  Rihanna – Disturbia

41  Gianni Morandi - Un altro mondo

42  The Script - The man who can't be moved

43  Aram Quartet - Un'emozione da poco

44  Estelle - No substitute love

45  Sugarfree – Splendida

46  Alicia Keys – Superwoman

47  il Genio - Pop porno

48  Beyonce - If I were a boy

49  Bandabardò – Bambino

50  Mariah Carey - I'll be lovin you long time

51  Ariel e Stefano Centomo - Sono io

52  Take That - Greatest day

53  Ivano Fossati - Il rimedio

54  Chris Brown ft Jordin Sparks - No air

55  Umberto Tozzi - Petite Marie

56  Tina Turner - It would be a crime

57  The Verve - Love is noise

58  Tom Jones - If he should ever leave you

59  Vanessa Da Mata e Ben Harper - Boa sorte (Good Luck)

60  Gavin De Graw - Cheated on me

61  Tracy Chapman - Sing for you

62  Madcon – Beggin

63  Duffy - Rain on your parade

64  Josh Kelley – Unfair

65  Sara Bareilles - Bottle it up

66  Gabriella Cilmi – Sanctuary

67  Jason Mraz - Make it mine

68  Kate Nash - Pumpkin soup

69  Queen e Paul Rodgers - C-Lebrity

70  Michael Jackson - Got the hots

 

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23 ottobre 2008

Prima la pioggia e poi le "scaffe"

762929392.JPGSi aspetta la pioggia da troppo tempo nel marsalese. Le campagne, con tutte le colture bisognose dell'elemento fondamentale, sono "a secco". Finalmente arriva un piccolo nubifragio e la periferia di Marsala va subito in tilt: la non tantissima pioggia caduta, porta disagi nelle strade.

Si sono formati dei piccoli laghetti a Santo Padre delle Perriere, nella strada che porta dalla chiesa parrocchiale al noto santuario. Ci scherzano gli abitanti del luogo, al tal punto di mettere le piccole barchette (giocattoli) nella nuova piscina creata dalla pioggia. 2109010243.JPG

Si finisce di ridere non appena l'acqua va via (dopo alcune ore) e si scopre che in un "pozzetto", sempre sulla stessa strada, si forma una buca pericolosissima. Se uno scooterista, viaggiando a velocità normale, prende in pieno questa cavità, rischia seriamente di morire, tragicamente. Il pericolo, ovviamente, è per tutti i cittadini che percorrono questa strada provinciale (a gestione comunale) con qualsiasi mezzo.

E non è l'unica fessura che da ieri si scorge per le vie dell'hinterland marsalese. Urge riparazione immediata.

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enzo.marsala@alice.it
Enzo Amato

21 ottobre 2008

A Marsala autobus gratis per tutti

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Non mi sono mai occupato delle vicende riguardanti gli autobus di linea della nostra città: degli aumenti, delle lamentele riguardanti la pulizia dei mezzi di trasporto "Sma" e di tutto quanto ci gira intorno. Non prendo una "corriera" dai tempi della scuola, sono passati oramai diversi anni. Mi sono arrivate alcune lettere di giovani cittadini marsalesi che si lamentano del servizio, soprattutto dopo gli aumenti non indifferenti delle ultime settimane. Ho deciso così di prendere la cara e vecchia "corriera" che mi trasporta dalla periferia di Strasatti fino al centro storico della città. Vi dico già in partenza che non è stato facile, per niente.

Le domande che mi sono subito sorte sono state:

1] Dov'è la fermata? (Ho scoperto che per andare alla più vicina ho dovuto prendere l'auto)

2] A che ora passa l'autobus di linea? (Ho scoperto che alla fermata non ci sono indicazioni di orario o di tragitto ben definito)

3] Per ritornare a casa a che ora mi devo presentare a Piazza del Popolo?


1908654489.JPGStavo per tornarmene a casa ma poi ho riflettuto ed ho pensato bene di intraprendere questa "avventura". Dopo un'ora di attesa arriva la corriera, c'è qualche persona anziana e nessuna altra anima viva (ovviamente era di pomeriggio). Arrivo a Marsala centro dopo un'infinità di minuti, l'accoglienza del mezzo è pessima: sporcizia, puzza di sudore nell'aria, un odore insopportabile di fumo di carburante, un tanfo di attempato, di indigente. Una esperienza che mi ha fatto capire molto meglio le mail che ho ricevuto ultimamente:


 

"Caro Enzo Amato, leggo sempre i tuoi articoli che giudico molto interessanti. Volevo dirti che sono una studentessa che la mattina viaggia con i servizi "Sma". Alcune settimane fa ho letto un articolo proprio sul giornale in cui scrivi che parlava dei trasporti autobus, dove il signor sindaco si è preoccupato (visto gli aumenti del biglietto) di aggiungere controllori che provvedano in modo tale che i cittadini marsalesi mettano le mani in tasca di certo, ovvero paghino il biglietto con il nuovo prezzo aumentato. E tutto sommato i controlli ci sono veramente stati. Ma la mia domanda nasce spontanea: il caro sindaco si è preoccupato delle condizioni in cui viaggiano i cittadini? La risposta credo sia scontata visto le condizioni igienico sanitarie in cui viaggiamo". [Katya]

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"Ciao Enzo, volevo sapere cosa ne pensi della situazione dei servizi autobus di Marsala. Questo problema mi sta veramente molto a cuore, non tanto per me che sono al quinto anno e sto finendo gli studi superiori, ma per i futuri viaggiatori. E poi è anche una questione di principio visto che il sindaco si occupa tanto dei biglietti (e degli ingiustificati aumenti) e non delle condizioni in cui viaggiamo noi "umili cittadini". Inoltre i controllori che entrano con quell'aria da superiori... No554586156.JPGn ho mai visto questo "schifo" in nessuna altra città, credimi. Mi chiedo perchè proprio nella mia Marsala? Non bastano le poche linee, gli orari scadenti, gli autobus vecchi e che non funzionano neanche. No! Anche mezzi di trasporto molto ma molto sporchi. E spesso per "rotture" varie neanche passano o ci lasciano a piedi. Noi non siamo mica animali. Siamo semplicemente (per la maggior parte) studenti e lavoratori che viaggiano con il bus per bisogno. Noi paghiamo, ma adesso vogliamo anche le nostre soddisfazioni, vogliamo servizi efficienti e moderni. Altrimenti viaggiamo almeno gratis". [Giovanna]


Ecco, io il giro in autobus l'ho fatto per verificare se queste lettere che mi sono arrivate erano decisamente reali. Ora tocca al sindaco e all'assessore al ramo fare un giro per la nostra periferia, per vedere la condizione dei servizi pubblici ma anche della nostra città-territorio, visto che molto probabilmente il primo cittadino in alcune zone non ci avvicina dai tempi della campagna elettorale che lo riguardava direttamente. enzo.marsala@alice.it

Enzo Amato

17 ottobre 2008

Ascolta la nuova canzone di Giusy Ferreri "Novembre"

2116864609.jpgE' in radio da venerdì 17 ottobre il nuovo singolo di Giusy Ferreri, 'Novembre', che anticipa l'uscita dell'album "Gaetana''.

''Novembre'' è griffato ancora Ferro-Casalino. ''Nonostante non sia stato scritto da me, il testo e' molto autobiografico - spiega Giusy - E' ispirato a vicende passate ed e' piu' vicino al mio mondo rispetto al singolo precedente'.

Ascoltalo su: www.giusyferreri.com

"Novembre"  

Ho difeso le mie scelte io ho
creduto nelle attese io ho
saputo dire spesso di no
con te non ci riuscivo.

Ho indossato le catene io ho
i segni delle pene lo so
che non volendo ricorderò
quel pugno nello stomaco.

A novembre
la città si spense in un istante
tu dicevi basta e io restavo inerme
il tuo ego è stato sempre più forte
di ogni mia convinzione.

A novembre
la città si accende in un istante
il mio corpo non si veste più di voglie
e tu non sembri neanche più così forte
come ti credevo un anno fa a novembre.

Ho dato fiducia al buio ma ora sto
in piena luce e in bilico tra estranei
che mi contendono la voglia di rinascere
A novembre
la città si spense in un istante
tu dicevi basta e io restavo inerme
il tuo ego è stato sempre più forte
di ogni mia convinzione.

A novembre
la città si accende in un istante
il mio corpo non si veste più di voglie
e tu non sembri neanche più così forte
come ti credevo un anno fa a novembre.

E tu parlavi senza dire niente
cercavo invano di addolcire quel retrogusto amaro
di una preannunciata fine

15 ottobre 2008

Paese malato cerca cura da cavallo

813602231.jpgNon dire mai a una persona depressa che è depressa. Potresti peggiorare la situazione. Prima del crollo economico americano (e successivamente mondiale), il "New-York Times" ha descritto la nostra nazione: "il Paese più infelice d'Europa". Qualche personalità politica ha ribadito che l'Italia è un Paese di cui si può dire tutto ma non che sia infelice: la Storia, l'Arte, la Cultura... Ai depressi infatti non bisogna dire che sono depressi. Abitiamo in un Paese in cui un bel giorno qualche migliaio di lavoratori (piloti, hostess, taxisti...) decidono di bloccare tutto perché hanno da presentare delle rivendicazioni al governo. Un Paese fragilissimo che, per la protesta di alcuni, va in ginocchio. Quando c'è stata la protesta degli autotrasportatori il caos è divagato: distributori di benzina chiusi, mercati di frutta e verdura a secco, grande distribuzione in difficoltà, migliaia di lavoratori Fiat a casa per mancanza di materia prima da lavorare. Un Paese in cui da un giorno all'altro le zucchine e fagiolini aumentano del 40%. Un Paese in cui mancano i taxi e quelli che ci sono, li devi pagare carissimi. Ma non lo puoi dire e non li puoi aumentare, altrimenti Roma si paralizza. Un Paese in cui devi pagare per lunghi anni la cassa integrazione dei piloti e degli assistenti dell'Alitalia. Un Paese in cui se non vuoi la discarica vicina occupi la stazione ferroviaria col risultato che la discarica non te la fanno veramente. Un Paese in cui chi ammazza non va in galera e se ci va dopo un po' esce per buona condotta. Un Paese dove il Sud è un Far-west, dove c'è almeno due morti al giorno per mafia, camorra e 'ndrangheta. Un Paese dove tutti si lamentano ma nessuno fa nulla: la Giustizia è allo sbando, la percezione di corruzione è alle stelle, il "popolo" defraudato da prezzi allucinanti (dalle case alla spesa giornaliera). Il malcontento è generale. Viviamo in un Paese dove tutti sanno, ma nessuno prende provvedimenti in merito, in quanto quello che conta è fare cassa per risanare i debiti. Poi se le illegalità si scontrano con il vivere civile, nessuna paura: la politica mette a posto tutto e tutti. Purtroppo, però, di queste cose oramai nessuno ne parla più fuori dalle sterili discussioni nei bar o nelle piazze. Nessuna televisione ha avuto ancora il coraggio di invitare ai dibattiti la gente comune, i lavoratori, i giovani, i disoccupati. Vi partecipano invece sempre le stesse persone, che dicono sempre le stesse cose . A noi ci manca completamente il senso di nazione. Un piccolo episodio: qualche anno fa Dario Fo vinse il Nobel. Un gruppo di senatori italiani fece un telegramma all'Accademia delle Scienze svedese perchè il premio fosse revocato. Ne parlai via internet con un mio amico che vive in Francia che mi disse: "vedi questa è una differenza fra i francesi e voi. Se il premio lo avesse vinto un francese, nessuna forza politica ne avrebbe mai chiesto la revoca, perchè è comunque un riconoscimento che dà prestigio alla nazione". Il problema di fondo italiano risiede in una democrazia non compiuta. Da cinquant'anni i partiti politici (di destra e sinistra) hanno occupato le istituzioni creando un enorme debito pubblico. Hanno foraggiato le loro macchine di partito ricercando i consensi elettorali su basi clientelari. Fino a quando non cadrà definitivamente questo regime dei partiti all'italiana ci sono poche speranze che ci siano dei cambiamenti profondi. Non siamo solo depressi, ma addirittura stiamo camminando follemente sull'orlo di un burrone. Qui ci vuole una cura da cavallo per rimetterlo in sesto il nostro Paese. Il "New York Times" ci ha descritti forse meglio di come siamo in realtà. Forse i cittadini italiani sicuramente hanno poco da rimproverarsi mentre quelli che sono al potere... Ma solo se ciascuno di noi si comporta correttamente ha il diritto di criticare chi non lo fa. Purtroppo siamo sempre stati un popolo di chiacchieroni, e tali rimarremo. enzo.marsala@alice.it
Enzo Amato

10 ottobre 2008

Sei di Marsala se... sciarra c'è!

1032435142.jpgAnche nel 2008 ci sono le catene di Sant'Antonio, sottoforma di e-mail però. Se il tormentone musicale estivo è stato il brano di Giusy Ferreri, un altro tormentone mediatico si sta sviluppando sul web.
Per chi non fosse aggiornato faccio un piccolo riassunto. Tutto nasce da una mail (da una catena di mail): in questi giorni, i cittadini "interattivi" (anche tanti marsalesi), si sono visti recapitare sulla propria casella di posta un messaggio con l'oggetto "Sei di Marsala se..." e spinti dalla curiosità, che solo l'identità cittadina sa dare, si sono ritrovati a leggere il ritratto del marsalese di origine protetta. 
"Sei di Marsala se..." è il manifesto che in poco tempo sta facendo il giro non solo della posta elettronica, ma anche dei vari blog personali e delle trasmissioni radiofoniche. Io ho fatto un mix di tutte le frasi che mi hanno colpito, ne ho aggiunte ovviamente anche delle mie personali. Giustamente tutte quelle che riporto in questo articolo le condivido pienamente.
Sei di Marsala se "a munnizza fa parte dell'arredamento della città".
Sei di Marsala se "pi Foizza Italia non ci ho votato mai".
Sei di Marsala se in un bar del Nord chiedi un'arancina alla carne.
Sei di Marsala se quando "stampi" a scuola te ne vai sempre al mare.
Sei di Marsala se "u liggì su marsala.it".
Sei di Marsala se "m'a salutare a to patre".
Sei di Marsala se "stu sinnaco è peggio di tutti l'autre".
Sei di Marsala se usi continuamente "minchia'' come intercalare.
Sei di Marsala se ''alla festa c'era mezza Marsala''.
Sei di Marsala se ''va licca và!''.
Sei di Marsala se ''tutt'apposto, cumpà?''.
Sei di Marsala se appena lavi la macchina comincia a piovere ''rina''.
Sei di Marsala se "sono andato a vedere un cinema".
Sei di Marsala se "com'è n'giuriato so patre?".
Sei di Marsala se "la pasta al forno la domenica".
Sei di Marsala se non sai dire in italiano "viatre rue quantu vi livate?". 
Sei di Marsala se "l'onorevole m'ava 'mpustare".
Sei di Marsala se "Giulia Adamo no manifesto elettorale è sicuramente ritoccata".
Sei di Marsala se non sai come si dice "simenza e calia" in italiano.
Sei di Marsala se non conosci "Piazza della Repubblica" ma sai dove si trova "Piazza Loggia".
Sei di Marsala se "sali" ogni lunedì a Palermo. Sei di Marsala se "dopo Ferragosto paittemo".
Sei di Marsala se "per Natale scendiamo".
Sei di Marsala se "ni viremo 'a Spagnola alle 5".
Sei di Marsala se "sei fidanzato? sei sposato? hai figli? che lavoro fai? ti laureaste? a pinsione pigghie? ti lassaste?".
Sei di Marsala se "passamo di Piazza Inam".
Sei di Marsala se "facemo 'u giro cà machina".
Sei di Marsala se "mu fae un favure?".
Sei di Marsala se "comu fa 'u cus-cus me matre...".
Sei di Marsala se "i cannoli si mangiano sulu a Dattilo".
Sei di Marsala se "i soidde ti trasino a palate".
Sei di Marsala se suoni il clacson appena spunta il verde.
Sei di Marsala se "ma quantu negozi di cinesi stannu rapenno a Maissala?".
Sei di Marsala se "a Processione l'haiu vistu cincu vote".
Sei di Marsala se "un c'è mai nente di fare 'na stu paise".
Sei di Marsala se "stu negozio a mumenti chiure, picca rura".
Sei di Marsala se "a ballare c'era tutta gente tascia".
Sei di Marsala se quando due litigano... "sciarra c'è".
Sei di Marsala se vai a Erice solo per comprare le genovesi (e le porti a tutta la famiglia).
Sei di Marsala se sai il senso di "uncà" ma non lo sai spiegare in italiano.
Scrivete le vostre frasi: enzo.marsala@alice.it
Enzo Amato

08 ottobre 2008

Perchè la Chiesa non parla della miseria?

1697233085.2.jpgDue anni fa, in un articolo, mi occupai dei problemi umanitari, sociali, economici ed esistenziali che la chiesa normalmente trascura. Il pezzo l'ho intitolato "La Chiesa e il Papa lontani dalla realtà". E' successo un putiferio, mi sono arrivate diverse telefonate, anche di autorità religiose, indignate e dispiaciute per il mio pezzo su questo giornale. Ho comunque spiegato che rimanevo convinto delle mie idee e di quello che avevo scritto. Dopo settecento giorni ritorno ad occuparmi dell'argomento, visto che il nostro pontefice non finisce mai di stupirci.
Premetto che sono un cattolico credente (evidentemente a modo mio) e che non riesco a non dire le cose che effettivamente penso. Papa Ratzinger, alcune settimane fa, è andato a in Sardegna e ha parlato di laici e politica. Dicendo che nel nostro Paese serve "una nuova generazione di politici cattolici" che "abbiano rigore morale e competenza". Successivamente si è spostato nel territorio francese e ha parlato nuovamente di politica e laicità. Sicuramente questi sono gli argomenti che attualmente interessano maggiormente alla nostra Chiesa. E i nostri politici soggiacciono senza manco tentare di pronunciare un "ma".
E' a questo punto certificato che in Italia si vive un periodo storico in cui i democristiani sono ancora una volta importantissimi, determinanti, sia nel governo che nell'opposizione. I politici laici, comunque, dovrebbero far sentire le loro parole e far conoscere il loro pensiero una volta ogni tanto. E' comprensibile che la Chiesa si occupi della politica di casa nostra ma forse sarebbe necessario anche che la politica ogni tanto si occupasse della Chiesa. Possibile mai che nessuno senta l'esigenza, avvertita sempre più insistentemente dalle persone (anche da quelli che vanno a Messa), di una Chiesa più vicina al sociale che alla politica?
Possibile che non si possa puntare a una Chiesa più moderna, più aperta ai problemi dei nostri giorni e meno invischiata nella coordinazione politica delle cose terrene? Possibile mai che la Chiesa non si sia ancora decisa a risolvere nel continente nero il "disastro" umanitario dell'Aids? Un fermo "no al profilattico...", e la gente continua a morire come insetti. Possibile mai che la Chiesa non si renda conto che le donne desidererebbero un ben altro ruolo nella gestione delle anime? Invece di essere ancora relegate ai margini della comunità ecclesiale. Possibile che la Chiesa non si renda conto di dover risolvere con sempre maggiore determinazione la questione dei preti pedofili? Si inizia ad affrontare la questione (qualche volta male e in ritardo), facendo arrabbiare ancora di più i fedeli traditi nella loro fiducia.
Questo Papa parla di pedofilia incompatibile con la vita sacerdotale. Ma che dichiarazione è? Vorrei vedere il contrario... Sarebbe meglio dire che la Chiesa d'ora in poi collaborerà con la giustizia denunciando qualunque abuso venga a conoscenza. Possibile mai che i divorziati debbano continuare ad essere considerati peggio degli assassini e dei delinquenti (e degli stessi preti pedofili)? Possibile mai che da un giorno all'altro debba arrivare dall'alto l'ordine di ripristinare la Messa in latino, togliendo ai fedeli più umili quella che sembrava una conquista attesa da secoli, la conquista di poter "comprendere e capire"? Ecco, parliamo di politica, parliamo di laicità, parliamo dell'urgenza di politici cattolici, ma parliamo anche di queste cose. Se ne abbiamo il coraggio.
A volte mi domando se il Signore tornasse si comporterebbe così. Io penso a un tale che andava con stracci a predicare Amore. enzo.marsala@alice.it
Enzo Amato