19 novembre 2008
Non sei parente di un politico? Mi dispiace per te!
Non sei parente di un politico? Mi dispiace per te!
La Sicilia è una regione di stupidi? Forse sono i politici che fanno gli stupidi, cercando di ritenere stupido chi stupido non è.
Parentopoli si allarga a macchia d'olio, sempre che a qualcuno non venga in mente di bloccare tutto, continuando l'orgia di parenti che riempiono le cariche, tagliando realmente chi merita. Se hai una Fiat Punto non potrai avere mai "cariche", se hai invece una Maserati sei un eccezionale figo da assicurarsi cariche, anche se poi non comprendi un cazzo.
L'opposizione se ne sta sempre e solo a guardare e a lamentarsi timidamente. Mentre i Lupin che comandano mangiano sempre tutto, camuffandosi da santi. Vestiti continuamente in giacca e cravatta. E ti fanno credere "politicamente corretto". Loro, i benpensanti.
Circa il 70 percento dei siciliani ha trovato il posto grazie a parenti, conoscenti o "potenti". Al diavolo le agenzie interinali, gli uffici di collocamento. Qui ciò che conta è la raccomandazione, felicemente obbligati a bussare alla porta dell'Ufficio spinte e bustarelle. Corruzione e clientelismo vanno a braccetto, visto che spesso è necessario "pagare" il potente di turno per poter accedere ad un impiego pubblico. Trovare lavoro è difficilissimo perché devi essere segnalato, conosciuto, sponsorizzato, figuriamoci fare carriera. Chi ha una rete di rapporti sociali proficui va avanti, chi no resta indietro anche se ha maggiori capacità e doti.
I cervelli non riescono a emergere in un Paese come il nostro, quindi chi può emigra in Paesi in cui la meritocrazia è un termine conosciuto e non umiliato. Negli Stati Uniti, Obama e McCain, sono stati nel mirino della stampa perchè accusati di essersene fregati di parenti in disfacimento, totalmente rovinati economicamente. Il neo Presidente ha un fratello (mamme diverse) che vive in una baracca, alla periferia di Nairobi. Non è un bel posto, e nemmeno una bella posizione. Il caso del repubblicano è meno significativo, perché in quel caso si tratta addirittura della sorella di sua moglie. E la situazione economica era tutt'altro che misera. Però, si chiedevano i media americani, si può eleggere Presidente (cui si affiderà la sorte del Paese) una persona capace di abbandonare i propri cari (tanto per dire) al loro destino?
Fa tanto sorridere se letto con gli occhi di un siciliano. Da noi, non solo non si abbandonano i familiari più stretti, ma si sistemano interi stirpi. E a nutrire tali sentimenti di casa non sono solo i politici, mettendo tutto in conto alla nostra collettività, ma intere categorie professionali: professori universitari, medici, notai e via dicendo. Se un parente, o un amico, si trova in difficoltà e lo si soccorre di tasca propria, si fa cosa giusta. Ma se si interpreta la propria posizione di potere (pubblico o privato) quale strumento per sistemare tutti, allora si fa cosa sbagliata e si fa regredire tutti al medioevo.
Gli americani si interrogano su che tipo di persone eleggere, noi faremmo bene a chiederci quanto caspita ci costa un modello/sistema in cui tutti sperano di approfittare, salvo parlare male di quelli che ci sono riusciti. Gli americani possono chiedersi fino a che punto è doveroso aiutare un fratello, noi già "manteniamo" i cugini, umiliando il merito, impoverendoci tutti.
La Sicilia, un Paese di raccomandati. enzo.marsala@alice.it
Enzo Amato
09:42
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10 novembre 2008
Brutto, vecchio, pelato e scimunito
La farsa del nostro Berlusconi può essere spiegata con due parole: incapacità e sfrontatezza. Incapacità, perché è davvero molto difficile spiegare a lui che dare dell' "abbronzato'' ad un mulatto è un'offesa. Così come lo è chiamare ''finocchio'' un gay. O chiamare ''giudeo'' un ebreo. Il nostro Presidente del Consiglio è cresciuto in una nazione nella quale la correttezza politica, l'educazione e il rispetto per il diverso sono pressoché inesistenti.Sembra però che "Silvio Terzo" abbia già detto che si trattava di una semplicissima battuta: "...Sarò mica mongoloide...".
23:54
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07 novembre 2008
L'immagine peggiore
di CURZIO MALTESE
I bookmakers in questi casi non accettano scommesse. Da mesi, in previsione dell'evento storico dell'altra notte, si aspettava la prima gaffe di Silvio Berlusconi sul colore della pelle del nuovo presidente americano. Il Cavaliere non delude mai le peggiori aspettative e la battuta è arrivata. L'unica sorpresa è la tempistica. Ad appena ventiquattr'ore dall'elezione il premier se n'è uscito con la storia di Obama "abbronzato". Non è la solita cafonata alla quale ci ha abituato e ci siamo ormai rassegnati da lustri. È una definizione grondante di razzismo. Il peggior razzismo, quello semi inconsapevole e quindi assai autoindulgente che dilaga in Italia, fra la preoccupazione del resto del mondo. Una malattia sociale che un governo responsabile dovrebbe combattere, invece di sguazzarci con gusto. Scontata la gaffe, ovvia la reazione. In simili frangenti Berlusconi adotta due reazioni standard. La prima: non l'ho mai detto. È la più assurda, ma paradossalmente efficace (in Italia).
Come fai a discutere con uno che nega se stesso? La seconda è: l'ho detto ma non avete capito. Stavolta ha usato questa. "Abbronzato era un complimento, una carineria" ha spiegato ai soliti cronisti bolscevichi. "E se non lo capite, allora andate a fare...". Sommando così carineria a carineria. S'intende che "andare a fare" è detto con affetto. Con eguale affetto i giornalisti potrebbero ricambiare l'invito, ma probabilmente le giustificazioni valgono solo dall'alto verso il basso. Non stiamo a farla lunga. Non si tratta solo di vergogna. Chi ne ha ancora la forza? È piuttosto la disperazione di essere ogni volta precipitati in questo indegno pollaio. Gli elettori americani in un giorno hanno cambiato la storia del mondo. L'avvento del figlio di un africano alla Casa Bianca sta spingendo miliardi di persone, pur nel mezzo di una crisi spaventosa, a interrogarsi sui valori profondi della democrazia, la più straordinaria conquista dell'umanità, in fondo a un cammino secolare di sangue e intolleranza. E il contributo dell'Italia berlusconiana a questo grandioso dibattito qual è? Questa miserabile trovata, volgare e razzista, senza neppure il coraggio dell'assunzione di responsabilità o la dignità di porgere le scuse.
Non bastava la sortita a caldo del ministro Gasparri, il quale, confondendo le proprie ossessioni di ex fanatico fascista con la competenza
internazionale, aveva commentato "sarà contento Bin Laden". Ci voleva pure lo strazio supplementare della "battuta" di Berlusconi, che ha ormai girato il mondo, con danno enorme per il Paese. In pochi minuti infatti la rete ha deluso la speranza residua, che non lo prendessero sul serio, come altre volte. Come siamo abituati a fare qui, rassegnati a non scandalizzarci per lo scandalo, a non chiamare fascismo il fascismo, razzismo il razzismo. C'era stata la rincorsa provinciale ad appropriarsi di Obama. Tutti si proclamano o cercano l'Obama italiano, a destra e a sinistra. Quando in Italia un Barack Obama non avrebbe neppure il diritto di voto. I figli d'immigrati, 440 mila fra nati e cresciuti qui, non sono considerati cittadini italiani, per via del medievale ius sanguinis. Lo ricordiamo nell'ipotesi, piuttosto remota, in cui fra le centinaia di obamisti dell'ultima ora si trovasse un politico serio. Ecco l'occasione per proporre finalmente una legge civile in materia d'immigrazione. A cominciare dal presidente del Consiglio, i cui molti cantori hanno illustrato nei giorni scorsi alle masse ammirate le straordinarie analogie fra Berlusconi e Obama. Come non scorgere, del resto, l'assoluta comunanza delle due parabole. Il figlio di un pastore kenyano che arriva alla Casa Bianca a soli 47 anni e promette di cambiare il mondo. E l'uomo più ricco d'Italia che a 72 anni, con il solo aiuto del novanta per cento dei media da lui controllati, torna a Palazzo Chigi, dopo aver cambiato i capelli.
È naturale che Berlusconi abbia adottato Obama, ripromettendosi di dargli presto "buoni consigli". Incrociamo le dita perché non avvenga, nell'interesse stesso del premier. Non si sa come la Casa Bianca potrebbe reagire a una frase del tipo: "Vieni, abbronzato, che ti spiego come non farsi processare". Che fare? Vergognarsi per loro, ridere, piangere. Fingiamo pure che tutto sia normale. Però quanto stringe il cuore ascoltare il nobile discorso dello sconfitto McCain: "Il popolo ha scelto. Ho avuto l'onore di salutare il nuovo presidente degli Stati Uniti. È una giornata storica". Non si potrebbe avere un giorno un conservatore come questo a capo della destra italiana, anche di seconda mano?
Curzio Maltese
(7 novembre 2008) da http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/italia-obama/immagine-peggiore/immagine-peggiore.html
14:24
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05 novembre 2008
Tronisti e troiane
Non sono uno di quelli che dicono cose banalmente scontate e conformiste sulla televisione di oggi, come: "io la tv non la guardo mai" o cose del genere. A me la televisione di oggi, però, fa veramente schifo. Non la guardo veramente quasi mai, e se succede di farlo, mi rendo conto di quanto sia caduta in basso. L'auditel non ha morale ma solo sete di ascolti. Quello che è tragico è che l'Italia in questo momento, con la crisi spaventosa sociale ed economica che viviamo, vive ipnotizzata in queste pagliacciate di reality show, e porcherie simili, passando tra giochi dei pacchi, i tronisti e le troiane, le lacrime di "C'è posta per te".La televisione mi delude da moltissimo tempo. Le trasmissioni di intrattenimento non li guardo, non mi piacciono proprio come format perchè fanno venire il nervoso e il vomito. Anche quelle rare volte che qualcuno è riuscito a interessarmi mi ha sempre, in fin dei conti, fatto questo effetto.
Perché la tv è veramente deficiente? Perché tutti si lamentano che in televisione non si vede nulla di interessante, di un livello culturale accettabile, che i temi vengono trattati con superficialità, e via dicendo?
Dicono che questa tv, essendo regolata dalle leggi degli ascolti, è quella che piace di più, quella che noi vogliamo vedere, anche se non ne siamo coscienti o non vogliamo ammetterlo. Quindi l'accusa di stupidità è ribaltata sul pubblico: è colpa nostra, del nostro basso livello culturale se vengono trasmessi solo programmi demenziali. E' colpa del nostro disinteresse per la verità dei fatti se le uniche notizie prese in considerazione sono quelle da "scoop" o dalla "cronaca rosa", quelle affiancate da immagini toccanti, quelle che ci fanno scandalizzare, che ci fanno sentire un po' in colpa senza però toccarci direttamente.
I telegiornali e i programmi di informazione non esistono più: se non ci sono madri che ammazzano i figli o figli che ammazzano le madri, ci mostrano la gente che prende il sole, i ristoranti di lusso, le nuove auto, le moto, le barche. Perché non si parla di arte, di storia, di fisica? Perché non ci sono quiz "veri"? Perché la cultura, in qualunque sua forma, è bandita dalla nostra televisione? Semplice: la cultura è contro la televisione.
La televisione deve vendere. La televisione ha un enorme potere di diffusione di pensieri, di convinzioni, di stili di vita. A partire dalla bevanda che si beve, per arrivare alle opinioni
sulla necessità di una guerra... Tutto viene consacrato dal mezzo televisivo, tutto servito come realtà. Quello che si vede in tv è la realtà, il resto non esiste. Questo è oggi la televisione! Come può convivere con la cultura? Come può accettare che persone dotate di senso critico facciano parte del pubblico? E' fastidioso e nocivo.Quelli come me (e come voi), che si fanno domande, che usano la logica, che vorrebbero saperne di più, devono essere allontanati a suon di trasmissioni stupide, di pubblicità demenziali, di discussioni urlate e così via. La televisione deficiente è un dato di fatto e la parola d'ordine è generalizzare per non scontentare nessuno: divertiamoli, intratteniamoli, ma non li facciamo pensare. enzo.marsala@alice.it
12:44
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31 ottobre 2008
Forza Obama!
Io, ti sono vicino...

15:23
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28 ottobre 2008
Se desideri rimanere, te ne devi andare!
"Caro Enzo, finalmente trovo il tempo per scriverti. 'Se desideri rimanere, te ne devi andare', questa espressione mi torna molto spesso in testa, adesso che da 21 anni manco dalla mia Marsala. Era il settembre del '67 quando mi arrivò la telefonata di una scuola che mi comunicava che c'era un incarico temporaneo per me, una supplenza medio-lunga. Feci le valige e nel giro di alcune ore mi trovai dentro un treno che mi portava in Lombardia. Era una classica giornata di sole splendente, l'estate ancora non voleva finire. Man mano che il treno mi trasportava fuori dalla mia amata isola, pensavo che quello sarebbe stato un viaggio breve, un allontanamento di qualche mese al massimo, un distacco temporaneo. Ma non fu esattamente così. Lasciavo alle spalle una città bellissima, anche se sempre ricca di problemi. Quando adesso (raramente) torno a Marsala, ho l'illusione di "ricominciare" da dove avevo lasciato. L'allucinazione di un esiliato.Le persone, le cose, le abitudini che abbiamo amato, sono profondamente cambiate. Malinconica la cognizione di non poter vivere il presente attorcigliandolo con il passato. Cosa è perdurato della mia sicilianità? La cadenza dialettale marsalese, una certa malinconia e un delicato scetticismo. Sono partito col primo treno, quasi come un passeggero non autorizzato. A salutarmi fu solamente il capostazione. Reggevo con me gli ultimi rimasugli di passione civile. Ora vivo in una casa lucente, con gli alberi che mi spiano dentro la stanza.
Caro Enzo, noi non ci conosciamo, ma io riesco a capire i tuoi scritti meglio di un tuo cittadino che vive nella tua stessa città. A Marsala si è consapevoli che si vive in uno spazio stretto e senza futuro. A Milano si è consapevoli che si vive in uno spazio grande e senza futuro, e il passato si ricorda con gioia, il mio passato".
Capisco bene cosa sente il nostro amico Giovanni. Sono sentimenti che prova chi va via dalla propria terra a malincuore. Lui riesce però ad immaginare anche quello che stiamo vivendo noi in questo periodo di crisi profonda. Questa lettera la considero una bella poesia dedicata alla propria città d'origine. Lo smarrimento del distacco sta tutto nell'immagine di quel capostazione. Alcuni dicono che certi eventi dolorosi sono forse necessari, sarà.
Marsala, comunque, è per Giovanni un dolce riparo dove può sempre tornare. Anche se ci sono posti difficili da lasciare, ma in cui è ancora più difficile tornare. La malinconia di chi sente di aver subìto e non fatto una scelta. Difficilmente si ritrova però quello che si lascia: si lasciano amicizie, sapori, profumi, gli anni della speranza e delle illusioni. Tutto questo si stenta a ritrovare ad ogni ritorno. Il resto probabilmente non è neppure tanto cambiato, ma si vede tutto con altri occhi.
20:34
Scritto da: enzoamato
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24 ottobre 2008
70 belle canzoni - Autunno 2008
http://it.youtube.com/watch?v=8P8N5Ab1y-w
Scegli le tue 5 preferite, tra un mese esatto faremo la classifica delle canzoni più votate:
01 Giusy Ferreri - Novembre
02 Malika Ayane - Feeling better
03 Zucchero - Una carezza
04 John Legend ft Andre 3000 – Greenlight
05 Negrita - Che rumore fa la felicità
06 Zach Ashton - Sugar and spice
07 Tiziano Ferro - Alla mia età
08 Christina Aguilera - Keeps gettin' better
09 Cesare Cremonini - Le sei e ventisei
10 Kate Perry - I kissed a girl
11 Battiato e Consoli - Tutto l'universo obbedisce all'amore
12 Coldplay - Viva la vida
13 Laura Pausini - Invece no
14 Anastacia - I can feel you
15 Raf – Ossigeno
16 Dido - Don't believe in love
17 Vanoni e Ramazzotti - Solo un volo
18 Daniel Powter - Next plane home
19 Vasco Rossi - E adesso tocca a me
20 Duffy - Warwick avenue
21 Mango e Battiato - La stagione dell'amore
22 Ava Leigh - Mad about the boy
23 Gianluca Grignani e L'Aura - Vuoi vedere che ti amo
24 James Morrison - You make it real
25 Biagio Antonacci - Il cielo ha una porta sola
26 Jamie Scott - When will I see your face again
27 Gigi D'Alessio – Superamore
28 Leona Lewis - Forgive me
29 Jovanotti - Come musica
30 Jason Mraz - I'm yours
31 Negramaro - Un passo indietro
32 Kid Rock - All summer long
33 Fiorella Mannoia - Io posso dire la mia sugli uomini
34 Madonna - Miles away
35 Ligabue - Il mio pensiero
36 James Blunt - Love love love
37 Giorgia - Per fare a meno di te
38 Oasis - I'm outta time
39 Max Pezzali – Ritornerò
40 Rihanna – Disturbia
41 Gianni Morandi - Un altro mondo
42 The Script - The man who can't be moved
43 Aram Quartet - Un'emozione da poco
44 Estelle - No substitute love
45 Sugarfree – Splendida
46 Alicia Keys – Superwoman
47 il Genio - Pop porno
48 Beyonce - If I were a boy
49 Bandabardò – Bambino
50 Mariah Carey - I'll be lovin you long time
51 Ariel e Stefano Centomo - Sono io
52 Take That - Greatest day
53 Ivano Fossati - Il rimedio
54 Chris Brown ft Jordin Sparks - No air
55 Umberto Tozzi - Petite Marie
56 Tina Turner - It would be a crime
57 The Verve - Love is noise
58 Tom Jones - If he should ever leave you
59 Vanessa Da Mata e Ben Harper - Boa sorte (Good Luck)
60 Gavin De Graw - Cheated on me
61 Tracy Chapman - Sing for you
62 Madcon – Beggin
63 Duffy - Rain on your parade
64 Josh Kelley – Unfair
65 Sara Bareilles - Bottle it up
66 Gabriella Cilmi – Sanctuary
67 Jason Mraz - Make it mine
68 Kate Nash - Pumpkin soup
69 Queen e Paul Rodgers - C-Lebrity
70 Michael Jackson - Got the hots
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23:03
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23 ottobre 2008
Prima la pioggia e poi le "scaffe"
Si aspetta la pioggia da troppo tempo nel marsalese. Le campagne, con tutte le colture bisognose dell'elemento fondamentale, sono "a secco". Finalmente arriva un piccolo nubifragio e la periferia di Marsala va subito in tilt: la non tantissima pioggia caduta, porta disagi nelle strade.
Si sono formati dei piccoli laghetti a Santo Padre delle Perriere, nella strada che porta dalla chiesa parrocchiale al noto santuario. Ci scherzano gli abitanti del luogo, al tal punto di mettere le piccole barchette (giocattoli) nella nuova piscina creata dalla pioggia.
Si finisce di ridere non appena l'acqua va via (dopo alcune ore) e si scopre che in un "pozzetto", sempre sulla stessa strada, si forma una buca pericolosissima. Se uno scooterista, viaggiando a velocità normale, prende in pieno questa cavità, rischia seriamente di morire, tragicamente. Il pericolo, ovviamente, è per tutti i cittadini che percorrono questa strada provinciale (a gestione comunale) con qualsiasi mezzo.
E non è l'unica fessura che da ieri si scorge per le vie dell'hinterland marsalese. Urge riparazione immediata.
enzo.marsala@alice.it
Enzo Amato
20:18
Scritto da: enzoamato
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21 ottobre 2008
A Marsala autobus gratis per tutti
Non mi sono mai occupato delle vicende riguardanti gli autobus di linea della nostra città: degli aumenti, delle lamentele riguardanti la pulizia dei mezzi di trasporto "Sma" e di tutto quanto ci gira intorno. Non prendo una "corriera" dai tempi della scuola, sono passati oramai diversi anni. Mi sono arrivate alcune lettere di giovani cittadini marsalesi che si lamentano del servizio, soprattutto dopo gli aumenti non indifferenti delle ultime settimane. Ho deciso così di prendere la cara e vecchia "corriera" che mi trasporta dalla periferia di Strasatti fino al centro storico della città. Vi dico già in partenza che non è stato facile, per niente.
Le domande che mi sono subito sorte sono state:
1] Dov'è la fermata? (Ho scoperto che per andare alla più vicina ho dovuto prendere l'auto)
2] A che ora passa l'autobus di linea? (Ho scoperto che alla fermata non ci sono indicazioni di orario o di tragitto ben definito)
3] Per ritornare a casa a che ora mi devo presentare a Piazza del Popolo?
Stavo per tornarmene a casa ma poi ho riflettuto ed ho pensato bene di intraprendere questa "avventura". Dopo un'ora di attesa arriva la corriera, c'è qualche persona anziana e nessuna altra anima viva (ovviamente era di pomeriggio). Arrivo a Marsala centro dopo un'infinità di minuti, l'accoglienza del mezzo è pessima: sporcizia, puzza di sudore nell'aria, un odore insopportabile di fumo di carburante, un tanfo di attempato, di indigente. Una esperienza che mi ha fatto capire molto meglio le mail che ho ricevuto ultimamente:
"Caro Enzo Amato, leggo sempre i tuoi articoli che giudico molto interessanti. Volevo dirti che sono una studentessa che la mattina viaggia con i servizi "Sma". Alcune settimane fa ho letto un articolo proprio sul giornale in cui scrivi che parlava dei trasporti autobus, dove il signor sindaco si è preoccupato (visto gli aumenti del biglietto) di aggiungere controllori che provvedano in modo tale che i cittadini marsalesi mettano le mani in tasca di certo, ovvero paghino il biglietto con il nuovo prezzo aumentato. E tutto sommato i controlli ci sono veramente stati. Ma la mia domanda nasce spontanea: il caro sindaco si è preoccupato delle condizioni in cui viaggiano i cittadini? La risposta credo sia scontata visto le condizioni igienico sanitarie in cui viaggiamo". [Katya]
"Ciao Enzo, volevo sapere cosa ne pensi della situazione dei servizi autobus di Marsala. Questo problema mi sta veramente molto a cuore, non tanto per me che sono al quinto anno e sto finendo gli studi superiori, ma per i futuri viaggiatori. E poi è anche una questione di principio visto che il sindaco si occupa tanto dei biglietti (e degli ingiustificati aumenti) e non delle condizioni in cui viaggiamo noi "umili cittadini". Inoltre i controllori che entrano con quell'aria da superiori... Non ho mai visto questo "schifo" in nessuna altra città, credimi. Mi chiedo perchè proprio nella mia Marsala? Non bastano le poche linee, gli orari scadenti, gli autobus vecchi e che non funzionano neanche. No! Anche mezzi di trasporto molto ma molto sporchi. E spesso per "rotture" varie neanche passano o ci lasciano a piedi. Noi non siamo mica animali. Siamo semplicemente (per la maggior parte) studenti e lavoratori che viaggiano con il bus per bisogno. Noi paghiamo, ma adesso vogliamo anche le nostre soddisfazioni, vogliamo servizi efficienti e moderni. Altrimenti viaggiamo almeno gratis". [Giovanna]
Ecco, io il giro in autobus l'ho fatto per verificare se queste lettere che mi sono arrivate erano decisamente reali. Ora tocca al sindaco e all'assessore al ramo fare un giro per la nostra periferia, per vedere la condizione dei servizi pubblici ma anche della nostra città-territorio, visto che molto probabilmente il primo cittadino in alcune zone non ci avvicina dai tempi della campagna elettorale che lo riguardava direttamente. enzo.marsala@alice.it
Enzo Amato
20:40
Scritto da: enzoamato
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17 ottobre 2008
Ascolta la nuova canzone di Giusy Ferreri "Novembre"
E' in radio da venerdì 17 ottobre il nuovo singolo di Giusy Ferreri, 'Novembre', che anticipa l'uscita dell'album "Gaetana''.
''Novembre'' è griffato ancora Ferro-Casalino. ''Nonostante non sia stato scritto da me, il testo e' molto autobiografico - spiega Giusy - E' ispirato a vicende passate ed e' piu' vicino al mio mondo rispetto al singolo precedente'.
Ascoltalo su: www.giusyferreri.com
"Novembre"
Ho difeso le mie scelte io ho
creduto nelle attese io ho
saputo dire spesso di no
con te non ci riuscivo.
Ho indossato le catene io ho
i segni delle pene lo so
che non volendo ricorderò
quel pugno nello stomaco.
A novembre
la città si spense in un istante
tu dicevi basta e io restavo inerme
il tuo ego è stato sempre più forte
di ogni mia convinzione.
A novembre
la città si accende in un istante
il mio corpo non si veste più di voglie
e tu non sembri neanche più così forte
come ti credevo un anno fa a novembre.
Ho dato fiducia al buio ma ora sto
in piena luce e in bilico tra estranei
che mi contendono la voglia di rinascere
A novembre
la città si spense in un istante
tu dicevi basta e io restavo inerme
il tuo ego è stato sempre più forte
di ogni mia convinzione.
A novembre
la città si accende in un istante
il mio corpo non si veste più di voglie
e tu non sembri neanche più così forte
come ti credevo un anno fa a novembre.
E tu parlavi senza dire niente
cercavo invano di addolcire quel retrogusto amaro
di una preannunciata fine
15 ottobre 2008
Paese malato cerca cura da cavallo
Non dire mai a una persona depressa che è depressa. Potresti peggiorare la situazione. Prima del crollo economico americano (e successivamente mondiale), il "New-York Times" ha descritto la nostra nazione: "il Paese più infelice d'Europa". Qualche personalità politica ha ribadito che l'Italia è un Paese di cui si può dire tutto ma non che sia infelice: la Storia, l'Arte, la Cultura... Ai depressi infatti non bisogna dire che sono depressi. Abitiamo in un Paese in cui un bel giorno qualche migliaio di lavoratori (piloti, hostess, taxisti...) decidono di bloccare tutto perché hanno da presentare delle rivendicazioni al governo. Un Paese fragilissimo che, per la protesta di alcuni, va in ginocchio. Quando c'è stata la protesta degli autotrasportatori il caos è divagato: distributori di benzina chiusi, mercati di frutta e verdura a secco, grande distribuzione in difficoltà, migliaia di lavoratori Fiat a casa per mancanza di materia prima da lavorare. Un Paese in cui da un giorno all'altro le zucchine e fagiolini aumentano del 40%. Un Paese in cui mancano i taxi e quelli che ci sono, li devi pagare carissimi. Ma non lo puoi dire e non li puoi aumentare, altrimenti Roma si paralizza. Un Paese in cui devi pagare per lunghi anni la cassa integrazione dei piloti e degli assistenti dell'Alitalia. Un Paese in cui se non vuoi la discarica vicina occupi la stazione ferroviaria col risultato che la discarica non te la fanno veramente. Un Paese in cui chi ammazza non va in galera e se ci va dopo un po' esce per buona condotta. Un Paese dove il Sud è un Far-west, dove c'è almeno due morti al giorno per mafia, camorra e 'ndrangheta. Un Paese dove tutti si lamentano ma nessuno fa nulla: la Giustizia è allo sbando, la percezione di corruzione è alle stelle, il "popolo" defraudato da prezzi allucinanti (dalle case alla spesa giornaliera). Il malcontento è generale. Viviamo in un Paese dove tutti sanno, ma nessuno prende provvedimenti in merito, in quanto quello che conta è fare cassa per risanare i debiti. Poi se le illegalità si scontrano con il vivere civile, nessuna paura: la politica mette a posto tutto e tutti. Purtroppo, però, di queste cose oramai nessuno ne parla più fuori dalle sterili discussioni nei bar o nelle piazze. Nessuna televisione ha avuto ancora il coraggio di invitare ai dibattiti la gente comune, i lavoratori, i giovani, i disoccupati. Vi partecipano invece sempre le stesse persone, che dicono sempre le stesse cose . A noi ci manca completamente il senso di nazione. Un piccolo episodio: qualche anno fa Dario Fo vinse il Nobel. Un gruppo di senatori italiani fece un telegramma all'Accademia delle Scienze svedese perchè il premio fosse revocato. Ne parlai via internet con un mio amico che vive in Francia che mi disse: "vedi questa è una differenza fra i francesi e voi. Se il premio lo avesse vinto un francese, nessuna forza politica ne avrebbe mai chiesto la revoca, perchè è comunque un riconoscimento che dà prestigio alla nazione". Il problema di fondo italiano risiede in una democrazia non compiuta. Da cinquant'anni i partiti politici (di destra e sinistra) hanno occupato le istituzioni creando un enorme debito pubblico. Hanno foraggiato le loro macchine di partito ricercando i consensi elettorali su basi clientelari. Fino a quando non cadrà definitivamente questo regime dei partiti all'italiana ci sono poche speranze che ci siano dei cambiamenti profondi. Non siamo solo depressi, ma addirittura stiamo camminando follemente sull'orlo di un burrone. Qui ci vuole una cura da cavallo per rimetterlo in sesto il nostro Paese. Il "New York Times" ci ha descritti forse meglio di come siamo in realtà. Forse i cittadini italiani sicuramente hanno poco da rimproverarsi mentre quelli che sono al potere... Ma solo se ciascuno di noi si comporta correttamente ha il diritto di criticare chi non lo fa. Purtroppo siamo sempre stati un popolo di chiacchieroni, e tali rimarremo. enzo.marsala@alice.it
17:58
Scritto da: enzoamato
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10 ottobre 2008
Sei di Marsala se... sciarra c'è!
Anche nel 2008 ci sono le catene di Sant'Antonio, sottoforma di e-mail però. Se il tormentone musicale estivo è stato il brano di Giusy Ferreri, un altro tormentone mediatico si sta sviluppando sul web.
14:40
Scritto da: enzoamato
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08 ottobre 2008
Perchè la Chiesa non parla della miseria?
Due anni fa, in un articolo, mi occupai dei problemi umanitari, sociali, economici ed esistenziali che la chiesa normalmente trascura. Il pezzo l'ho intitolato "La Chiesa e il Papa lontani dalla realtà". E' successo un putiferio, mi sono arrivate diverse telefonate, anche di autorità religiose, indignate e dispiaciute per il mio pezzo su questo giornale. Ho comunque spiegato che rimanevo convinto delle mie idee e di quello che avevo scritto. Dopo settecento giorni ritorno ad occuparmi dell'argomento, visto che il nostro pontefice non finisce mai di stupirci.
14:51
Scritto da: enzoamato
in Gira Vota e Firria | Link permanente | Commenti (0)
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